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L'associazione Occhio del Riciclone, nasce agli inizi del 2003 con l’obiettivo di promuovere il Riutilizzo e individuare una soluzione all’emergenza rifiuti a partire dal punto di vista dell’economia popolare. Tra i principali settori di attività di Occhio del Riciclone spicca l'area della ricerca. Il Centro di Ricerca Economica e Sociale di Occhio del Riciclone è composto da professionisti specializzati in varie discipline: economisti, statistici, tecnici ambientali, giornalisti, psicologi, sociologi, agronomi ed esperti di marketing. Il principale oggetto dei suoi studi è finalizzato a progettare soluzioni per integrare le economie popolari della raccolta dei rifiuti con i sistemi moderni di Gestione Ambientale. Il suo modello di Riutilizzo sistemico è fondato sulle isole ecologiche e rappresenta oggi l’unica proposta in grado di far raggiungere all’Italia gli obiettivi di Riutilizzo fissati dall’Unione Europea. Il Centro di Ricerca non si dedica solo allo studio, e trasmette instancabilmente le sue conoscenze alla gente, organizzando costantemente incontri pubblici e campagne di comunicazione a favore della raccolta differenziata e del Riutilizzo. Gli esperti del Centro di Ricerca fanno formazione professionale e coordinano i processi di costruzione delle reti locali e nazionali necessarie a costruire il Riutilizzo su scala. Il Rapporto Nazionale sul Riuso 2010 ospita i risultati delle analisi e delle ricerche che sono state compiute dal Centro di Ricerca Economica e Sociale dell'Occhio del Riciclone per indagare le caratteristiche e il valore delle merci riusabili conferite tra i rifiuti; una descrizione di quello che si muove a livello degli enti locali e una relazione sulle proposte e le istanze che il settore dell'usato sta iniziando a esprimere.
In Italia i protagonisti del Riutilizzo sono infatti gli operatori dell'usato dei mercati e delle strade, le botteghe di rigatteria e i negozi in conto terzi. A completare il quadro sul Riutilizzo in Italia sono state inserite le esperienze: degli hobbisti, che partecipano a fiere e mercatini per diletto; le cooperative sociali e gli enti di solidarietà che grazie al riuso delle merci riescono ad aiutare o impiegare persone svantaggiate.
Un mondo vasto e variegato che finalmente viene descritto in maniera unitaria e aggiornata nel "Primo Rapporto Nazionale sul Riutilizzo" che d'ora in poi verrà prodotto ogni anno, per avere un quadro sempre aggiornato su questa pratica e sul suo settore di riferimento, l'usato, che ci auguriamo possa smettere di essere un fenomeno largamente sommerso e ignorato per diventare, uno dei più importanti punti di appoggio delle politiche pubbliche in favore dell'ambiente, della promozione sociale e dello sviluppo locale. Personalmente non posso che appoggiare questo genere di iniziative: attraverso la conoscenza di questo settore si può infatti capire quanto sia importante per la nostra società, analizzare e studiare i sistemi più virtuosi per il riutilizzo dell cose che permettono di diminuire l'impatto ambientale dei nostri consumi, risparmiando energia e rispettando l'ambiente. Ringrazio Gianfranco Bongiovanni per avermi dato l'importante opportunità di confrontarmi con altri importanti operatori che, in modo diverso ma con lo stesso fine, operano nel mio stesso settore.
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