Mercatino dell'usato: il mandato di vendita
Il mandato di vendita
Lunedì 29 Novembre 2010

mandato di venditaIl mandato di vendita è un contratto stipulato tra il cliente che vuole vendere degli oggetti che non usa più e il responsabile del mercatino dell'usato che si incarica quindi di farlo per conto suo, secondo quanto stabilito dal contratto stesso.

Il cliente  rimane quindi proprietario dell'oggetto ma non ne avrà più il possesso che sarà in seno al mercatino dell'usato e che dovrà custodire il bene con la diligenza del buon padre di famiglia.

Questa impostazione è assolutamente vantaggiosa sia per il gestore che per il cliente che non sono più contrapposti in una trattativa, ma uniti per un vantaggio comune. E' evidente che se il compenso al gestore è determinato da una provvigione, maggiore sarà il valore di vendita, maggiore sarà il guadagno per entrambi.

La corretta impostazione di un mandato di vendita è fondamentale per la riuscita del procetto in quanto il mandato è un mix di norme giuridiche e fiscali che può risultare, a volte, abbastanza complesso.

Vediamo alcuni passaggi chiave di un mandato di vendita. Ho preso spunto dai contratti elaborati per noi dallo studio Baker & McKenzie e che sono attualmente utilizzati dai punti vendita Mercatopoli e Baby Bazar.

Do' mandato di vendita all'Agenzia d'Affari sopra citata, di seguito denominata mandatario, affinchè provveda a nome e per mio conto alla vendita al prezzo concordato di ciascun oggetto di mia proprietà incluso nella "lista oggetti in carico", allegata al presente contratto e parte integrante dello stesso ...

Il cliente incarica quindi  l'Agenzia d'Affari di vendere per conto del cliente gli oggetti contenuti nella lista che verrà allegata al contratto. La proprietà rimane quindi del cliente venditore che rimane quindi completamente responsabile nel caso di provenienza illecita delle merci. Ovviamente il gestore deve essere in possesso dei dati anagrafici completi del cliente e dei riferimenti precisi del documento di identificazione dello stesso (normativa T.U.L.P.S.).

Prendo atto che mi sarà corrisposto, dopo la vendita, l'importo ricavato detratto della percentuale di provvigione concordata (IVA compresa), come da "lista oggetti in carico"...

La provvigione concordata spetterà al mercatino dell'usato solo dopo la vendita.

Rimane inteso che la provvigione spettante al mandatario maturerà esclusivamente nel momento in cui verrà liquidata la somma totale della vendita degli oggetti e fino a quella data il mandatario sarà custode dell'importo stesso e che le spese sostenute dallo stesso per la custodia delle somme incassate in nome e per mio conto si intendono compensate con i frutti eventualmente percepiti in dipendenza del deposito (artt.1775/1781 Cod. Civ.).

Questo è un punto chiave del mandato stesso in quanto il servizio previsto contrattualmente non si esaurisce con la vendita dell'oggetto. La conclusione del servizio commissionato avviene invece al momento della liquidizione al cliente della somma totale della vendita. Nel frattempo il mandatario dovrà custodire per conto del cliente le somme totali incassate e non ne potrà disporre. Le somme di terzi custodite dovranno ovviamente poter essere opportunamente documentate (Registro Somme di Terzi). Con questa impostazione il momento di effettuazione dell'operazione ai fini Iva, è il momento del rimborso al cliente venditore con la contestuale emissione della fattura che potrà essere quindi consegnata a mano, anzichè spedita al domicilio del cliente stesso.

Prendo atto che la durata massima dell'esposizione è di 60 (sessanta) giorni e che dopo tale termine gli oggetti invenduti e non ritirati saranno proposti scontati fino ad un massimo del 50% del prezzo concordato per ulteriori 30 (trenta) giorni.

Questa è l'applicazione del sistema degli sconti.

Prendo atto che ogni mio diritto di riscossione dei crediti relativi agli oggetti venduti in nome e per mio conto, decade trascorso un anno dalla vendita degli stessi (art. 2964 del Cod.Civ.).

Il contratto pone un limite temporale alla possibilità di riscuotere i crediti da parte del cliente. Le motivazioni di questa clausola sono prevalentemente di tipo fiscale. In questo modo si possono registrare correttamente le sopravvenienze attive derivanti dalla mancata riscossione e non avere situazioni sospese che si trascinano anno dopo anno.

Presto fin da ora il consenso all'utilizzo dei miei dati personali da parte del mandatario di terzi a cui quest'ultimo comunichi tali dati nei limiti e per i fini relativi all'esecuzione del mandato di vendita e per tutta la durata dello stesso. Alla cessazione del rapporto potrò chiedere la cancellazione o il blocco dei dati, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 196/2003.

Ovviamente non può mancare il consenso all'utilizzo dei dati personali ai fini della corretta applicazione della normativa sulla privacy.

Torno a sottolineare che il mandato di vendita deve essere elaborato ed asseverato sia da un avvocato che da un commercialista in quanto le normative esposte non possono essere in contrasto con la legislazione vigente e generano un impatto significativo sull'impostazione fiscale dell'attività.




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Commenti (1)

Venerdì 28 Febbraio 2014 daniela galaschi scrive :

dopo aver letto tutto il MANDATO DI VENDITA non so ancora come comportarmi allo scadere dei 90 giorni...cosa devo fare della merce invenduta e dimenticata dal cliente??????

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