La centralità del cliente in un mercatino dell'usato
Alessandro GiulianiMercatino e Marketing
Domenica 12 Febbraio 2012

recensioni mercatino usatoLa settimana scorsa ero in un mercatino dell'usato dalle parti di Verona.

Una signora si avvicina alla cassa con un sacchetto dentro il quale c'era un manufatto artigianale di legno. Ho un elefante di legno che vorrei vendere - esordisce la signora. Per la roba africana, non perdiamo nemmeno il tempo per guardarla - risponde il gestore. Guardo la signora, ci è rimasta male, lo sguardo è confuso ed è misto a vergogna.

Alza i tacchi e prende la via dell'uscita. Viene intercettata da un signore che le dice che c'è un altro mercatino dell'usato lì vicino, dove il personale è molto più gentile, la invita a provare di là. Il gestore intuisce, s'imbufalisce e praticamente li caccia entrambi dal punto vendita.

Questo è forse un caso limite e, purtroppo, è reale; frequentando molti mercatini dell'usato, posso garantire che il cliente viene spesso trattato con indifferenza. Il trattare male il cliente o ignorare le sue esigenze, porta al medesimo risultato: quello di perderlo.

In genere non si è ancora capito che il cliente da “portatore di denaro” da spennare, deve diventare una risorsa preziosa da conservare. Capiamoci, il cliente è la lente di ingrandimento attraverso la quale osservare i comportamenti organizzativi e le strategie aziendali: la centralità del cliente è infatti ciò che distingue le aziende di successo, qualunque sia il prodotto o il servizio che esse offrono.

La statistica dimostra che i clienti smettono di servirsi di un'azienda perchè:

- 4% muore o si trasferisce;
- 5% cambia esigenze;
- 9% sceglie la concorrenza;
- 14% è insoddisfatto dei prodotti o dei servizi;
- 68% è offeso dal trattamento scortese o indifferente

E per perdere i clienti, non c'è bisogno di trattarli male, basta ignorarli!

Come reagite quando un cliente si lamenta del vostro servizio o di come è stato trattato? Risolvete questa situazione infrangendo le vostre procedure? Oppure applicate rigorosamente le regole, costi quello che costi?

Prima di parlare di costi, prendiamo a prestito altre statistiche:

Solo il 4% dei clienti reclama, il restante 96% tace; in compenso il 91% non ritorna più. Invece di ritenere un singolo cliente difficile noioso, esigente e di assurde pretese, va considerato che per 1 cliente che si lamenta ce ne sono altri 26 insoddisfatti che tacciono.

Ovviamente queste 27 clienti non se ne staranno zitti e buoni e non si faranno alcuno scrupolo nel rifarsi e trovare conforto nel narrare le loro disavventure ad amici, parenti e conoscenti ... molti dei quali, a loro volta si sentiranno in obbligo di divulgare lo scontento ad altre persone. E non voglio considerare alcun social network.

Le statistiche dicono che le persone tendono ad esternare il loro malcontento ad una media di altre 10 persone, e il 13% di esse (gli sparloni) che lo dicono, addirittura, ad altri 20. Per cui:

27 originari + 27 x 10 + (13% di 270 x 20) = 997 persone!

Uno solo che reclama corrispondo in realtà a 997 potenziali mancati clienti. Non è incredibile?

Se a questa esposizione statistica moltiplichiamo una spesa media annuale per cliente di 28 Euro (e i cliente fidelizzati spendono molto di più) possiamo determinare agevolmente che la perdita media per 1 cliente che reclama corrisponde a 27.916 Euro l'anno di mancate vendite.

Provate a pensare cosa voglia dire quando alla domanda "quanti clienti di lamentano del vostro servizio?" mi si risponde "1, massimo 2 per ogni mese"! La moltiplicazione di quasi 28.000 Euro per 12 o per 24 rende ovviamente l'idea della catastrofe che molti mercatini dell'usato, sottovalutano. Di molto.

E' quindi assolutamente necessario generare nell'azienda una nuova visione della realtà. Conoscere il cliente, agire sulla base di questa conoscenza, organizzare le proprie priorità facendosi guidare dalla consapevolezza di sapere quali siano le attese e i bisogni del cliente, richiede un modo di sentire appropriato e non solo metodologie appropriate. Soddisfare il cliente, qualunque sia il proprio ruolo nell'organizzazione richiede di mettere il cliente al centro della vostra vita!

Che ne pensate?

P.S. le statistiche sono tratte da il Manuale di Telemarketing di Tania Bianchi.




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Commenti (6)

Domenica 20 Gennaio 2013 Maria Eleonora Ummarino scrive :

GESTISCO CON LE MIE FIGLIE UN MERCATINO DELL'USATO. Un piccolo negozio...con amore, attenzione, correttezza. Ma le cose vanno malissimo, l'affitto e' molto alto e ... con dolore. sto pensando di chiudere l'attivita'. Se penso ai sogni e alla gioia di quest'estate! Grazie per i consigli e per l'ascolto! Eppure il negozio e' bellissimo! Mah! Eleonora 'La memoria delle cose'- Via Matricardi n 7 ( Largo la Loggia) Roma 11049 3357621110

Martedì 18 Dicembre 2012 massimo forresu scrive :

condivido gran parte dei contenuti di questo articolo, come sempre il problema è trasmettere a tutto lo staff e anche a noi titolari d'impresa il concetto di massima che dovrebbe essere applicato" SE NON SAI SORRIDERE NON LAVORARE IN UN NEGOZIO, max

Domenica 01 Luglio 2012 emma poli scrive :

ho gia' comprato in tanti baby bazar in italia e sono stati sempre gentilissimi. per quanto riguarda marcatopoli invece sono stata trattata come una delinquente solo per aver chiesto le misure di un mobile..commento della negoziante sbattendo il telefono giu'-no,le misure non le diamo e non le mettiamo,se vuole l'armadio se lo viene a misurare qui- peccato che poco prima avevo spiegato che abito 500Km distante da mercatopoli Firenze.non scoraggiandomi ho subito richiamato e mi ha risposto un uomo+gentile che alla mia lamentela di poco prima giustificava la collega dicendo che non ci eravamo capite. bene,aspetto le benedette misure del mobile enorme ad angolo ancora oggi,dato che mi sono premurata anche di richiedrle via mail...il nulla totale....ma questa gente e' giusto che porti avanti un nome/marchio, garanzia di cortesia e qualita' e ci sarebbe da chiamare i vigili se non addirittura denunciarli? se vendi mobili e li metti in internet devi corredare l'articolo della minima descrizione...e che dire delle scarpe e borse? si puo' comprare scarpe senza conoscere numero e taglia di abiti? ho anche detto..se non desiderate essere disturbati da telefonate o mail, nel momento in cui caricano e montano gli articoli e' cosi' difficile prendere misure e postarle subito in bacheca? al mio paese e nella mia filosofia si chiama ottimizzazione del tempo e delle risorse umane...quanto lavoro e tempo risparmiato per seguire magari i clienti presenti in quel momento in sede. inoltre nodo non da poco ognuno,soprattutto in mercatopoli spedisci alle cifre che si fa da solo, dato che per la stessa merce in peso e senza bisogno di particolari involucri al di sotto di 30 Kg costa 10 euro,che a decisione di alcuni mercatopoli sono diventati 30€,nonostante la spiegazione delle tariffe chiesta a poste italiane.
mi piace tantissimo lìidea che avete sposato ma purtroppo l'ambiente e la filosofia alla fine la fanno le persone. se fossi stata una persona addetta al controllo di gestione certe persone non le avrei mai fatte stare a contatto col pubblico.dopo 34 anni che sto a contatto col pubblico ho maturato convinzioni ed esperienza che non possono che farmi girare alla larga da certe persone, ma come dice Lei,uno scontento che viaggia di voce in voce, fanno le migliaia.... e ancora sto aspettando le misure....grazie per aver ascoltato le mie parole
cordiali saluti

Giovedì 31 Maggio 2012 patrizia turri scrive :

condivido il suo pensiero pienamente. Rimane il problema che non e' sempre facile capire se un cliente desidera essere seguito o no. Di certo occorre aiutare e consigliare chi te lo chiede ma per quelli che entrano a guardare per curiosita' senza un obiettivo preciso, si rischia di essere invadenti.

Lunedì 13 Febbraio 2012 Alessandro Giuliani scrive :

Ci sono alcune aree aziendali dove è sicuramente difficile implementare il concetto di centralità del cliente, soprattutto nelle strutture con più persone e quando si tratta di far rispettare al cliente gli impegni presi.

Ciò non toglie che sia necessario un grande impegno in quanto è importante raggiungere questo obiettivo. Personalmente mi sto impegnando molto.

Lunedì 13 Febbraio 2012 Felice Di Pietro scrive :

Condivido pienamente il contenuto di questo articolo. Succede, nelle aziende che hanno diversi collaboratori, che non tutti siano sempre consapevoli di quanto importante sia dare ascolto al cliente e sincera disponibilità nella soluzione dei suoi problemi. Succede di sicuro nella mia azienda, ma succede anche nella tua, dove io stesso talvolta, mi sono sentito ignorato, e peggio trattato con indifferenza e durezza da qualche tua collaboratrice.

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