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Mercatino dell'usato: le origini
Alessandro GiulianiIl mercato dell'usato in Italia
Domenica 10 Agosto 2008

origini mercatinoIl mercatino dell'usato, con il sistema del contovendita, è stato importato in Italia negli anni '90, sul modello di un'azienda francese - Troc - che, guidata da Jean Pierre Budier, creò il primo negozio basato su questo sistema già nel 1982, per iniziare a proporre un franchising nel 1987.  

In Italia la cultura secondhand fu inizialmente snobbata sia per un fatto culturale, sia per un'errata impostazione dei punti vendita. Capannoni industriali buii e freddi, strapieni di superfluo accatastato. Il motto era: più roba hai, più vendi!

Valorizzare l'esposizione e creare luoghi confortevoli era considerato un costo inutile, in barba a quelle che, già all'epoca,  erano le regole basilari del marketing. Insomma, vecchi rigattieri proponevano un metodo diverso, quello del contovendita, e applicavano le regole del passato, quelle degli svuotacantine.



Anni fa incontrai un imprenditore che aveva aperto un mercatino dell'usato. Mi raccontò: "Mi occupavo di visual merchandising in una società del gruppo Standa. Quando ho aperto questo posto mi hanno detto che dovevo dimenticare tutto quello che avevo imparato perchè al mercatino dell'usato la gente ama il disordine e vuole rovistare nella polvere alla ricerca del pezzo raro. Un po' come la LIDL che lascia i prodotti negli imballi di cartone per aumentare il senso del risparmio." Quante stupidaggini sparate in un sol colpo, anche la LIDL ha eliminato gli imballi di cartone e usa i classici espositori! 

Ci volle il nuovo millennio per far capire agli imprenditori quali fossero gli elementi strategici; in questa fase ho largamente contribuito all'evoluzione di questo settore  impostando, con fatica, i primi Mercatopoli, network franchising del quale sono direttore tecnico.

Per superare il fattore culturale dell'italiano medio, reticente ad acquistare merce usata da altri ma che al bar non si pone alcun dubbio nel bere in una tazzina già usata da altri, il mercato si doveva evolvere verso un modello di negozio con oggetti puliti e selezionati, dove anche l'atteggiamento del gestore diveniva fondamentale per la riuscita dell'attività. In questo senso molti gestori devono comunque fare ancora parecchia strada.

Da qualche anno le Camere di Commercio hanno iniziato a divulgare dati sul  mercato dell'usato e, se le Camere di Commercio se ne interessano, il motivo è presto detto: il secondhand è diventato un mercato di serie A. Se poi i dati diffusi evidenziano crescite percentuali a due cifre, non serve neppure il paragone con altri settori per capire quanto questo sia in evoluzione.

Il mercato dell'usato organizzato in contovendita, è un sistema ormai diffuso, radicato e in grande crescita. Il particolare sistema ingloba un altro importante fattore, quello ludico. Al mercatino dell'usato ci si rilassa e ci si diverte. Migliaia di persone portano cose in vendita, quasi fosse un gioco, incassando soldi veri e acquistando, se lo desiderano, altri oggetti utili.  

Portare a vendere ciò che non si usa più è divertente e soprattutto ecologico. Il riuso delle cose è una forma di prevenzione, rispetto allo smaltimento di cose che, con questo sistema, possono tranquillamente essere riutilizzate senza alcuna trasformazione. Il riciclo, al contrario del riuso, prevede un copioso dispendio di energia.

La crisi globale che stiamo vivendo in questi anni, oltre che economica è soprattutto culturale e ha messo in crisi il modello di consumismo esasperato divenuto economicamente ed eticamente insostenibile. La questione rifiuti apre le porte alla fondamentale necessità di rispetto per l'ambiente; il riuso è un sistema: economico, etico, ecologico e molto divertente.

In questo senso l'ecologia è un passaggio chiave: la conversione green rappresenta una grande operazione culturale. Il riuso di un oggetto va oltre il semplice desiderio di possesso, non si esaurisce solo nel risparmio economico ed energetico. Può dare sollievo e gioia, placare eventuali sensi di colpa, restituire emozioni e ricordi che arricchiscono l'esistenza di una persona.

Il secondhand è, oggi un'opportunità da cogliere.




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