Come iscrivere correttamente il tuo mercatino alla camera di commercio
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Come iscrivere il tuo mercatino in camera di commercio
Sabato 18 Febbraio 2017

mercatino camera di commercioHo ricevuto, negli ultimi mesi, un paio di telefonate da parte di commercialisti, in difficoltà con l'iscrizione di un mercatino dell'usato in camera di commercio.

Giuridicamente, l'agenzia d'affari art. 115 T.u.l.p.s., lavorando per conto di terzi va iscritta infatti con il codice Ateco 46.19.02, ma le camere di commercio, in alcuni casi, sembrano avere dei dubbi, soprattutto per il fatto che non conoscono questo tipo di attività.

La Legge 580/93 ha istituito il registro delle imprese a garanzia della pubblicità legale delle imprese e di tutti gli atti che le riguardano. Anche le agenzie d'affari, come tutte le altre imprese, sono infatti soggette all'obbligo di iscrizione al registro delle imprese.

Sono quindi intervenuto presentando una relazione tecnica sul funzionamento dei mercatini dell'usato, organizzati in conto terzi, come agenzia d'affari art. 115 T.u.lp.s.

Il codice Ateco per un mercatino dell'usato

Parto dal presupposto che, allo stato attuale, non esiste un codice Atecofin che rappresenti l'attività in maniera corretta ed è quindi necessario iscriverla nella stessa categoria di attività giuridicamente simili.



La modalità operativa di un mercatino dell'usato in conto terzi, organizzato come agenzia d'affari ar. 115 T.u.l.p.s., dal punto di vista giuridico, è la seguente.

Ai sensi dell’art. 205 del Regio Decreto n. 635 del 1940, Regolamento di attuazione del T.U.L.P.S. sotto la denominazione di “agenzie pubbliche o uffici pubblici d’affari” si comprendono le imprese, comunque organizzate, che si offrono come intermediarie nell'assunzione o trattazione di affari altrui, prestando la propria opera a chiunque ne faccia richiesta”.

Il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114. definisce, all’articolo 4, il commercio al dettaglio come “l’attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale” (cfr. comma 1, lettera b). Di conseguenza, l’attività commerciale è l’attività di vendita di prodotti acquistati dal titolare in nome e per conto proprio e rivenduti al consumatore finale.

Nel caso di specie l’attività di agenzia d’affari esercitata ai sensi dell’articolo 115 T.u.l.p.s. si concretizza nella prestazione di una serie di servizi, il principale dei quali è l’assistenza svolta dal titolare del mercatino allo scopo di concludere la vendita di un bene mobile del quale non è proprietario a termini di legge. Tale affermazione, che inquadra l’attività quale attività di servizi e quindi non di tipo commerciale, è ulteriormente rimarcata dalla Circolare del Ministero delle Attività Produttive del 4 Marzo, 2005, protocollo 1533.

Circolare del Ministero delle Attività Produttive del 4 Marzo, 2005, protocollo 1533

L'agenzia pubblica d'affari non può quindi essere considerata un'attività commerciale per i seguenti motivi:

  • giuridicamente la proprietà delle merci in vendita non viene mai trasferita all'agenzia d'affari. La vendita viene eseguita per conto del privato, a mezzo di un contratto di mandato con rappresentanza;
  • Il compenso per l'agenzia d'affari è determinato da una provvigione, regolarmente fatturata al cliente privato.

Partendo da queste basi giuridiche possiamo agilmente inquadrare l'attività di agenzia d'affari come facente parte del gruppo 46.19 (intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza alcuno). In pratica il gruppo 46.19 è la derivazione del vecchio codice di classifazione 51.19.0, già utilizzato in passato per la classificazione delle agenzie d'affari.

La tabella Atecofin 2007 distingue questo codice in 4 sottogruppi:

46.19.01 - Agenti e rappresentanti di vari prodotti senza prevalenza di alcuno;
46.19.02 - Procacciatori d'affari di vari prodotti senza prevalenza di alcuno;
46.19.03 - Mediatori in vari prodotti senza prevalenza di alcuno;
46.19.04 - Gruppi di acquisto; mandatari agli acquisti; buyer.

In effetti, dall'elenco sopra riportato possiamo agilmente eliminare i gruppi di acquisto: non è il tipo di attività esercitata. E' possibile anche eliminare la classificazione di mediatori non necessitando di iscrizione del titolare allo specifico albo.

Va ricordato che:

  • l'agente/rappresentante si distingue dal procacciatore d'affari per l’occasionalità del rapporto con il proponente, non essendo legato a quest’ultimo da un rapporto di tipo stabile.
  • Il procacciatore d'affari opera senza diritto di esclusiva per la zona di competenza e può svolgere la propria opera anche per conto di più committenti;
  • Il procacciatore d'affari è retribuito a provvigione ma, diversamente dall’agente/rappresentante di commercio, non gli è dovuto alcun compenso per gli affari che non abbia procacciato direttamente.

A supporto delle mie considerazioni allego la risposta di "L'esperto risponde" del gruppo 24 ore.

L'esperto risponde

Come referente tecnico legale di Rete Onu, associazione che rappresenta migliaia di operatori dell'usato tra i quali il comparto di chi opera in conto terzi, stiamo lavorando molto affinchè la nostra attività venga raprpesentata correttamente dal punto di vista giuridico e fiscale.

Mercatini dell'usato: gli studi di settore

Una prima evidenza è sottolineata dal modulo di studio di settore YG61D - unico 2017 (quello che viene utilizzato per i procacciatori d'affari), dove è possibile barrare la casella C10 (Agenzia d'affari con licenza di pubblica sicurezza). Per il medesimo studio di settore l'agenzia delle entrate ha reso inoltre disponibile l'analisi statistica per rilevare la completezza, la correttezza e la coerenza delle caratteristiche dei contribuenti, identificando nel cluster 8, i mercatini dell'usato. 

Quindi pare inequivocabile come l'ufficio delle entrate abbia catalogato questo tipo di attività alla stregua dei procacciatori d'affari.

Documentazione da presentare a supporto

Per una corretta definizione della pratica in CCIAA, oltre alla Scia che certifica l'operatività come agenzia d'affari, consiglio comunque di allegare i seguenti documenti:

  • il mandato di vendita che verrà sottoscritto dai clienti che portano in vendita gli oggetti e che potrebbe rappresentare, ovviamente con una certa elasticità, la lettera d'incarico.
  • la tabella provvigioni, obbligatoria ai sensi del TULPS, che verrà esposta nei locali, vidimata dal Comune, dove sono indicate le categorie merceologiche e le relative provvigioni richieste.
  • Una pagina di vidimato, timbrata dal comune, relativa al registro degli affari. Come agenzia d'affari siamo infatti obbligati a detenere tale registro e non a gestire a presa d'atto, tipica delle attività che commerciano prodotti usati o antiquariali, in regime del margine.

Con queste informazioni dovrebbe essere semplice iscrivere il vostro mercatino dell'usato con il codice Atecofin corretto, in camera di commercio.







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